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Migliorare la comunicazione con i propri pazienti: degli spunti preziosi

 

Nel rapporto tra medico e paziente, la comunicazione è un elemento essenziale, anche se non sempre questa viene in maniera spontanea.

Talvolta, infatti, può capitare che il medico dia per scontata qualche informazione che al paziente può sfuggire: un termine tecnico, un nome di un medicinale, la sua posologia, ecc.

Questi sono solo esempi di quelle che possono essere le ‘’mancanze’’ da parte del medico nei confronti del paziente: affinché quest’ultimo capisca realmente le sue condizioni di salute e cosa deve eventualmente fare per migliorarle, è fondamentale che la comunicazione da entrambe le parti sia chiara.

Ma quali sono gli errori più frequenti in cui paziente e medico possono incappare durante una visita? Vediamoli insieme.

 

Comunicazione medico-paziente: gli errori da non fare

Il medico deve partire dal presupposto che non ogni paziente è ferrato in medicina: anzi, solo pochi lo sono. Proprio per questo, non ha molto senso utilizzare termini specifici, che risultano poco chiari e anzi, al contrario, possono sembrare davvero confusionari alle orecchie dei non specialisti. Questo non vuol dire che non si debbano utilizzare termini tecnici: ma qualora questo venga fatto, è anche opportuno spiegare in parole semplici a cosa ci si riferisce.

Lo stesso quando si consiglia di fare ulteriori accertamenti: è importantissimo essere precisi anche per quanto riguarda i passaggi che il paziente dovrà seguire per i controlli, a partire dalla prenotazione.

Anche per le eventuali terapie che il paziente dovrà seguire ovviamente è necessario non tralasciare nulla e, anzi, in questo caso è una buona idea quella di scrivere scrupolosamente (e in maniera comprensibile!) i nomi dei medicinali (anche se per il loro acquisto non dovesse servire la prescrizione medica), specificando quando e/o come assumerli.

Questi sono i consigli di base da seguire per evitare di creare confusione nel paziente, con la conseguenza, tra l’altro, che egli possa non aver compreso a fondo il suo stato di salute, e non sappia quindi come agire per il recupero – laddove necessario.

 

Comunicazione medico-paziente: quando il paziente non si sente a proprio agio

Un altro lato da curare nella relazione con i propri pazienti è anche il modo in cui si comunica. Non solo i termini, ma va data importanza anche al lato umano. Ciò non significa dover calarsi nei suoi panni, ma piuttosto dargli chiari segnali di potersi fidare.

Più nello specifico, il medico non dovrebbe mai trattare il paziente come se tra i due ci fosse un grosso distacco: se il paziente si sente trattato con sufficienza, probabilmente non si sentirà a suo agio, e non sarà quindi ben disposto nel chiedere eventuali chiarimenti. Al contrario, se il medico usa i giusti toni e i giusti modi, il paziente si sentirà invogliato a chiedere ulteriori delucidazioni laddove non avesse capito, o se avesse ancora dei dubbi sulla diagnosi e sulle cure.

Una buona comunicazione è la base per una riuscita della guarigione del paziente: la poca chiarezza, la mancanza di richieste di chiarimenti da parte di pazienti, molto spesso possono tradursi in dinamiche pericolose per la salute dei pazienti, ed è proprio per questo che in un ambito così complesso va dedicata molta attenzione alla comunicazione tra le parti.

 

 

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